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La letteratura
Dal punto di vista letterario Creta, influenzata dal Rinascimento italiano ma in continuità con la tradizione ellenica e bizantina, da vita, soprattutto a partire dal XVI secolo, a grandi opere redatte in dialetto: L'Erotokritos e il Sacrificio di Abramo di Vinzentos Kornaros o l'Erophili di Georgios Hortatzis.
Dopo l'occupazione ottomana , nel periodo in cui il problema della diglossia divide il mondo greco, appare una nuova generazione di scrittori che parteciparono nel primo dopoguerra all'elaborazione di una lingua letteraria che tragga ispirazione dalla lingua parlata.
Fra i vari scrittori cretesi ci sono:
Nikos Kazantzakis(1883-1957), un grande scrittore che nutrì la propria opera con interrogativi umanistici venati di idealismo, il culto dell'azione e l'attaccamento all'isola natale sono alcuni dei grandi temi che egli affronta. Fu strenuo difensore della lingua dimotiki dove introdusse anche nuove parole.
Pandelis Prevelakis (1909-1986), autore della trilogia Il cretese (1948-1950), Cronaca di una città (1958), ed I cammini della creazione (1959-1966, racconti storci e di vita quotidiana.
Odisseus Elitis (1911-1996), che pubblicò i suoi primi poemi negli anni Quaranta (il primo è Sole del 1943) ed in seguito si trasferì in Francia. Le sue raccolte Axion Esti (1951), Sei e un rimorso per il cielo (1960), e Maria Nefeli (1978), traggono ispirazione dalla storia dolorosa di Creta e dai suoi superbi colori. Nel 1979 Odisseus ha ricevuto anche il premio Nobel per la letteratura.
La musica
Dal punto di vista musicale, la tradizione popolare cretese è basata su melodie e strumenti diversi da quelli del resto della Grecia. Le mantinades, frutto di una lunga tradizione orale, sono serenate improvvisate sul tema dell'amore, rimate e composte di tredici sillabe.
Le rizitikas invece sono le eredi delle cantilene che venivano cantate nelle epoche di occupazione, le cui parole esprimevano, in forma allegorica, il desiderio di libertà. Come la definisce Iannis Markopoulos: la musica cretese è libera e umana, senza inutili fronzoli, aspra eppure bella e sensibile come il piumaggio di un uccello.
La Lyra
Lo strumento cretese per eccellenza resta la Lyra, costruita in legno stagionato di gelso nero, noce o acero. E' composta da tre corde accordate in quinta giusta e si suona con un piccolo archetto che viene tenuto con la mano destra, con la sinistra invece il musicista sfiora le corde solo con l'unghia senza pizzicarle.
La danza
Ci sono poi le danze tradizionali tra le quali
Il Sirtos, originario delle isole del Dodecaneso deriverebbe dalle antiche pirriche. Questa danza, che a Creta ha numerose varianti, è piena di grazia e leggerezza: uomini e donne formando un cerchio attorno a colui che danza ed eseguono dei movimenti che ricordano quelli delle onde tenendo in mano dei fazzoletti che simboleggiano la spuma.
Il Pendozalis, un ballo basato su cinque passi, virile e battagliero, che esige forza e agilità. La leggenda lo vuole ispirato all'antico pirichios danzato dai corrivanti, i semidei che vivevano sul monte Ida di Creta e che, cozzando i loro scudi contro le lance, coprivano i vagiti del neonato Zeus sfuggito alla voracità dal padre Crono.
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